SOURCE # 6
excerpt: Qualche settimana fa ho ricevuto un piccolo libro. Ne voglio parlare perché il suo autore è un poeta, Juan Gelman, uno dei più importanti al mondo (non lo dico io, l’ha detto, tra i molti, uno che si chiamava José Saramago). [...] Il libro si intitola com/posizioni (Rayuela Edizioni, traduzione di Laura Branchini), fu pubblicato originariamente in spagnolo nel 1986 da Ediciones del Mall (Barcellona), e si apre con un testo dell’81, commosso e appassionato, che reca la firma di Julio Cortázar.
leggi l'articolo completo
... o visita il sito (in spagnolo) dedicato al poeta: www.juangelman.net
Sunday, April 15, 2012 Leave a comment
SOURCE # 5
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| Stéfano Pérez Tonella - Lisbon, 2010 - project: "... e avrà i tuoi occhi" |
Friday, December 9, 2011 Leave a comment
SOURCE # 3
CARNIVAL — Tracce di un ongoing project. Vicenda freak in due atti.
Così il dramma teatrale, non composto. Provando le scene, ho immaginato cosa accadrebbe a una persona disfatta, senza età, fragile, se incrociasse il proprio destino conun circo freak. Vicenda che si è dislocata autonomamente: il circo è quello le immagini che ispirano i personaggi. Le prove hanno dimostrato la necessità del nomadismo.
Attaccamento alla terra. Tema importante; rapporto ambivalente con la terra-polvere-coltivabile-casa, che possiedono i personaggi del dramma. Il circo delimita uno spazio di elementi basici: intervengono la terra (mobile) durante il viaggio; luogo di residenza (provvisoria), punto di arrivo e di ritorno (il circo si ripropone nelle stesse città, a distanza di pochi mesi, uno o due anni). [...]Tuesday, August 30, 2011 Leave a comment
SOURCE # 2
Hell is Not That Bad - by stéfano pérez tonella
model & make-up: Valeria “tasty manguito” – year: 2011
photo: stéfano pérez tonella
SOURCE # 1
Stéfano Pérez Tonella. Fotografo italiano freelance.
Laureato in Filosofia Estetica presso la sezione Spettacolo del DAMS di Bologna, ha lavorato per anni tra Spagna e America Latina. Tramite la collaborazione con docenti, scuole e gruppi di teatro, ha approfondito le proprie ricerche nell’ambito dell’Antropologia Teatrale, la Scrittura Drammatica e la Cultura Visuale. Tiene corsi di Fotografia, Drammaturgia, Regia Teatrale e Scrittura Creativa. Nel 2004, durante un soggiorno a Valencia (Spagna), adatta a monologo l’Enrico IV di Pirandello, opera che traduce e mette in scena grazie alla collaborazione con l’attore Eduardo Bassol Roca (per il quale traduce anche “L’uomo dal fiore in bocca”). Appassionato al mondo dell’espressione visuale, si interessa dei modelli scenici fondati su forte codificazione di gestualità e colori. Elabora, con gli allievi dei corsi di recitazione, esercizi per modulare l’espressività del corpo in scena, nel corso dei quali impiega l’elemento ritmico, la multi-temporalità scenica e il mezzo fotografico. La fotografia è un taccuino in grado di: registrare l’energia scenica, “estrarre” personaggi dalla quotidianità e trascrivere l’emotività degli oggetti inanimati. La fotografia, però, non è solo in grado di ritrarre il mondo reale; è, anche e soprattutto, capace di raccontare quello immaginario, rappresentando così un ponte tra maschera e personaggio e proponendosi come interprete ideale della società simulacro di Jean Baudrillard. Nel 2005 parte per il Perù. Risiede a Lima, Urubamba, Cuzco, Arequipa, Ayacucho; collabora con alcune ONG, in due delle quali (Mosoq Runa, Nike) trascorre alcuni mesi come volontario. Organizza alcuni corsi di teatro; con Barbara Lorincz scrive un canovaccio basato sui personaggi delle leggende peruviane, che utilizza per la stesura del dramma in due atti Kúntur Capac. Dopo l’esperienza andina si dedica a studiare l’espressività delle maschere neutre negli oggetti inanimati. Perfeziona la tecnica dello still-life e nel 2006 inizia a lavorare come fotografo professionista, attività questa che gli permette di viaggiare e approfondire le proprie ricerche nell’ambito della cultura visuale. Nel 2008 si trasferisce a Barcelona (Spagna), città in cui prende residenza e inizia a collaborare con diverse agenzie pubblicitarie, fotografiche, clienti pubblici e privati. Tiene corsi di fotografia, postproduzione digitale, recitazione, regia. Progetta e realizza un corso di fotografia per non vedenti (basato sulla trasposizione fotografica del riconoscimento tattile delle forme). Organizza due corsi di drammaterapia. In collaborazione con lo psicologo Juan Gómez Fernández, progetta una serie di esercizi sul tema del labirinto. Interprete della malinconia postmoderna, racconta le antinomie e le compassate austerità del mondo contemporaneo. Nel 2010 presenta il progetto “Salome”, a Varese (Italia) e Mendoza (Argentina). In esso, il protagonista, Otto Pape (pseudonimo storicamente utilizzato dal capitano nazista Erich Priebke per fuggire in Argentina) viene presentato come un uomo frustrato e violento, che manifesta le proprie debolezze attraverso la sua nemesi sensuale e terribile, Salome. Nel 2010, durante un soggiorno di lavoro in Argentina, risiede per alcuni mesi nella città di San Carlos de Bariloche (luogo in cui Erich Priebke, “don Erico”, era stato a suo tempo accolto e dove, tuttora, è da molti considerato un benefattore). Decide così di raccogliere informazioni e interviste di prima mano (con lo sguardo imparziale di un antropologo) che utilizza per trasformare la drammaturgia di “Otto Pape”. Attualmente, sta lavorando al progetto fotografico ‘nowhere lands‘ e alla stesura dell’atto unico ‘Supermarket’. sito web ufficiale: www.pereztonella.com | blog: http://blog.pereztonella.com
Monday, August 29, 2011 Leave a comment


